Nel corso del 2020 l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha segnalato 241 siti irregolari dediti alla vendita di polizze false. Il numero delle segnalazioni è cresciuto del 43,5% rispetto ai 168 siti individuati nel 2019 e del 60,7% rispetto ai 150 del biennio 2017-2018. “Una crescita che preoccupa parecchio perché fa leva sui comportamenti e sulle vulnerabilità degli utenti”, commenta l’authority. Anche perché i consumatori non si rendono conto di avere in mano una polizza falsa fino a quando non subiscono un controllo o fanno un incidente.

La truffa colpisce prevalentemente il settore delle polizze r.c. auto perché queste sono obbligatorie, sono percepite come costose e sono semplici da acquistare via web. Gli utenti che ne cadono vittime sono cittadini che cercano di risparmiare sui costi della polizza, spesso anche giovani, abituati a navigare e ad interagire su internet.

I truffatori promettono polizze a costi contenuti

Il costo della polizza offerta dal truffatore è di solito contenuto, “Si parla in media di poche centinaia di euro per una polizza annuale e 40-50 euro al giorno per le c.d coperture temporanee, e questo fa abbassare le difese dell’utente: c’è la buona notizia del risparmio e c’è una maggiore propensione al rischio perché è in gioco una somma di denaro non elevata”, spiega l’Ivass in una nota.

Siti civetta molto simili a quelli delle compagnie assicurative vere

I siti che offrono queste polizze utilizzano loghi e immagini del tutto simili a quelli di compagnie assicurative note sul mercato. Quindi giocano molto sull’inganno visivo. Ci sono anche veri e propri furti di identità a carico di compagnie, agenti e brokers regolarmente operativi. In genere circa il 70% dei siti fake sparisce dal web nel giro di qualche giorno dal momento in cui l’Istituto ne dà informazione pubblica e all’autorità inquirenti.

Purtroppo però ne rinascono presto di nuovi. Il giro d’affari delle truffe online legate alle assicurazioni è elevato e non facilmente quantificabile.

I segnali di pericolo da tenere in considerazione

I segnali della possibile truffa non vengono spesso interpretati come tali. Ad esempio, questi siti chiedono di pagare la polizza mediante accredito su una carta di credito ricaricabile ovvero di intrattenere contatti solo attraverso messaggistica veloce. “In questi casi bisognerebbe allarmarsi subito. Anche perché pagare ricaricando una carta di credito, magari alle Poste o presso un tabaccaio, è proprio vietato dalle norme”, precisa l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.

È inoltre sempre prudente e opportuno richiedere un preventivo ufficiale, che deve essere identificato da un codice assegnato dalla singola compagnia, e verificare la coerenza e corrispondenza dei dati riportati sul preventivo con quelli indicati sul sito web. “E qui purtroppo entra in gioco anche la scarsa cultura assicurativa, tema su cui l’Ivass sta molto lavorando per aumentare la consapevolezza deli utenti anche nei confronti di queste truffe”, conclude. I consumatori se hanno sospetti possono chiamare il contact center dell’istituto al numero 800- 486661, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 14:30.

Fonte: www.simplybiz.eu